giovedì 26 marzo 2015

Il dono dell'amicizia, di Olivo Bolzon e Marisa Restello

Lo scorso mese di dicembre è stata pubblicata la prima edizione, e, in questi giorni, dalla tipografia è arrivata la prima ristampa di un libro semplice e sobrio, ma anche molto denso di contenuti. Il libro si intitola "Il dono dell'amicizia. Vita in comune e valore del celibato", e a scriverlo sono stati il sacerdote Olivo Bolzon e la laica Marisa Restello.

Ecco una recensione tratta dalla rivista "Confronti", a firma del giornalista Luigi Sandri:


Potrebbe sembrare generico il titolo del volumetto, ma esso si illumina nel sottotitolo “Vita in comune e dono del celibato” che non è una riflessione, a tavolino, del tema trattato, ma la descrizione di un’esperienza reale. Don Olivo – trevigiano classe 1932 – da giovane prete, impegnato nel sociale, incontra Marisa, anch’essa dedita alla difesa dei diritti degli operai. Tra i due nasce una profonda consonanza di ideali che si arricchisce di un’amicizia perdurante, che tale rimane, senza mai sfociare, come in teoria sarebbe potuto accadere, in innamoramento e poi in convivenza o matrimonio. Marisa, del resto, è legata alla fraternità di Charles de Foucauld e Olivo approfondirà i suoi legami con i preti operai francesi, tanto più dopo che, per ordine dei superiori, sarà inviato in Belgio come assistente europeo delle Acli.
Poi il Vescovo di Treviso lo richiamerà in patria per mandarlo come parroco a San Floriano, una piccola frazione di Castelfranco Veneto. E Marisa, che già era stata per un certo tempo con lui, andrà anch’essa a vivere nella canonica dando una mano nelle attività della piccola comunità locale. Non mancano le “malelingue” di qualche fedele, mainfine la gente accetta quella singolare situazione e, anzi, la considera un’alta testimonianza, anche perché la casa parrocchiale è aperta e ospitale per tutti e soprattutto per gli extracomunitari.
Il libro – scritto a quattro mani , parte da Olivo e parte da Marisa, distintamente: così si individua come i due protagonisti hanno vissuto e vivono la loro storia – è ricco di osservazioni, aneddoti, valutazioni che, in controluce, inquadrano la loro esistenza nella più ampia cornice dell’Italia e della Chiesa romana, con le luci e le ombre del post-Concilio. Ma soprattutto, è testimonianza di una realtà al tempo stesso umile e straordinaria.
E inevitabile sorge il desiderio, per chi non conoscesse Marisa e Olivo, di andarli a trovare. E – lo assicuriamo – sarebbe per loro, e per l’ospite una gioia straordinaria.
Scrive Olivo in una delle poesie che concludono il volume: “Vagando e vagando/ raccogliendo e raccogliendo/ senza direzioni,/ ma fissi all’orizzonte/ abbiamo esplorato oceani/ dentro le nostre vite”.

Luigi Sandri ("Confronti", marzo 2015, p. 46)




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