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Giulio Vignoli, La lingua italiana non era estranea a Nizza

 

Già nel Trecento, quindi ben prima della celebre decisione di Emanuele Filiberto di introdurre nel Nizzardo l’italiano negli atti pubblici nel 1561, la lingua italiana era viva e presente nella città di Nizza e nel suo territorio circostante. A testimoniarlo è il prof. Giulio Vignoli, che nel suo studio Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo (1) ricorda la figura di Ludovico (o Luigi) Lascaris, discendente dei Conti di Ventimiglia, uomo d’armi e stimato poeta vissuto nel XIV secolo (morto attorno al 1376). Lascaris ci ha lasciato un poema in italiano dal titolo Della miseria di questo mondo. Questo dato letterario è di grande valore storico: dimostra che già cento anni prima delle riforme linguistico-amministrative volute dai Savoia, la lingua italiana non era estranea alla cultura nizzarda, ma anzi veniva usata per esprimere riflessioni filosofiche e letterarie. 

L’opera di Lascaris costituisce una prova tangibile della vitalità dell’italiano nel Medioevo nizzardo, collocando la città e il suo territorio all’interno di un’area culturale che condivideva lingua, pensiero e sensibilità con il mondo italofono. Nel Trecento l’Italia non era ancora uno Stato unitario, ma l’uso dell’italiano – nelle sue varietà – era diffuso come veicolo di cultura, commercio e poesia in molte zone dell’area alpina e mediterranea. Che un poeta di Nizza scegliesse di comporre in italiano indica non solo una padronanza della lingua, ma anche la sua naturale collocazione nel tessuto culturale locale. 

Questa presenza storica dell’italiano a Nizza va oltre il semplice dato linguistico: ci parla di identità, contatti culturali e legami sociali che attraversavano i confini politici dell’epoca. La documentazione di opere come quella di Lascaris sfida l’idea che l’italiano sia arrivato nella regione solo con atti formali o per imposizione dall’alto. Al contrario, testimonia una trama di relazioni e scambi in cui la lingua italiana era già radicata nella vita intellettuale e popolare molto prima del Cinquecento. 

Ricordare che la lingua italiana era parlata e scritta a Nizza fin dal XIV secolo serve non solo a comprendere meglio la storia linguistica della città e del Nizzardo, ma anche a valorizzare una identità culturale plurale, frutto di secoli di convivenze e di contatti. In questo senso, il poema di Lascaris è un simbolo eloquente: un lascito letterario che ci avvicina a una Nizza che, pur nelle sue complesse vicende storiche, ha vissuto e costruito la propria memoria in italiano. (Carlo Silvano)

(1) Giulio Vignoli,“Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo”, ed. Settecolori 2011, pp. 138.

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Tra i libri pubblicati si segnala una breve storia di Nizza e di altri territori italofoni. Per informazioni cliccare sul seguente collegamento: Breve storia di Nizza di Carlo Silvano  


 

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