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Visualizzazione dei post da 2021

Giorgio Tribbioli, Abbiamo il dovere di ricordare

  Qui di seguito propongo una breve intervista al dott. Giorgio Tribbioli, il quale ricorda lo zio ed alpino Arturo Baldo , nato a Tenda quando questo comune faceva parte dell'Italia, e disperso in Russia durante la Seconda guerra mondiale. “ La Campagna di Russia – afferma Giorgio Tribbioli – è stata una grande tragedia e gli italiani di oggi dovrebbero imparare a considerare il presente come un luogo di pace, senza dimenticare, però, che anche attualmente le guerre non sono mai finite e continuano a spargere sofferenza e distruzione ovunque ”. Qui di seguito una foto di Arturo Baldo in divisa da alpino. Segue una foto di Giorgio Tribbioli quando era bambino e poi una foto di alcuni alpini della divisione "Cuneense". Infine la copertina di un libro a firma di don Giorgio Biasutti, cappellano militare in Russia durante l'ultimo conflitto mondiale. Dottor Giorgio Tribbioli, lei hai avuto un zio che è stato alpino e ha combattuto in Russia durante la Secon

ROBERTA MARE, A NIZZA CONTINUIAMO A CREDERE NEL NOSTRO FUTURO

  NIZZA - “ Vivo a Nizza dal 1983 e la sera del 14 luglio del 2016 ero al lavoro quando si è verificato un fuggi-fuggi generale: non si capiva perché la gente scappava e ho conosciuto la verità solo quando ho avuto occasione di vedere un telegiornale ”. A parlare è Roberta Mare che, in questa breve intervista, racconta come ha vissuto il gravissimo attentato che circa cinque anni fa ha colpito la città di Nizza: le vittime furono 86 e 458 le persone ferite. “ Per quanto mi riguarda - sottolinea la signora Roberta Mare - nessuno ha capito perché sia stata scelta la città di Nizza per compiere questa strage, e credo che tutte le comunità religiose abbiano manifestato il proprio dolore, come si è visto anche con gli omaggi fatti in occasione di un anniversario". Oggi, pur non dimenticando la gravità degli attentati, le persone sono molto preoccupate per il covid e occorre rilanciare tutte le attività economiche della città”.  Non è facile essere sereni anche perché dopo l’attentato

GIORGIO TRIBBIOLI, LA CITTÀ DI NIZZA TORNI AD ESSERE UN LUOGO SERENO E SICURO

  NIZZA – In questi ultimi anni la città di Nizza è stata il teatro di due sanguinosi attentati di matrice matrice islamica: il più grave si è verificato il 14 luglio del 2016 sul lungomare della città, con 86 vittime ed il ferimento di altre 458 persone, mentre il secondo è avvenuto il 26 ottobre del 2020 all’interno della cattedrale della città con l’uccisione di tre fedeli.   Con l’intervista che segue al dottor Giorgio Tribbioli ( foto sopra ) vogliamo ricordare il primo e tragico evento. «In quel periodo - riferisce Tribbioli - non ero a Nizza e neppure a Tenda, ma ero al mare in Versilia, e come tutti ho seguito la strage di Nizza alla televisione. Sono rimasto sconvolto. A Nizza ero di casa e andavo sempre a passeggio con mia moglie e i miei figli proprio sulla "promenade" dove è stata compiuta la strage».  Le foto della città di Nizza che arricchiscono l’intervista sono state gentilmente offerte da Lorenza Tribbioli-Leach . Con quale stat

Gabriele Bini, Sono in Umbria le radici di Pasquale Paoli, Padre della patria dei còrsi

BAGNI DI LUCCA – Conosciuto in ogni angolo della Corsica l’eroe Pasquale Paoli non è stato solo un patriota, ma un anche un buon governante che alla luce della lingua e della cultura italiana ha promosso l’identità dei còrsi e il bene comune. La costituzione che promulgò nel suo breve Regno contemplava anche il diritto di voto per le donne e divenne un modello anche per quella degli Stati Uniti d’America. In Italia a pasquale Paoli sono state intitolate delle strade, ma solo pochi italiani lo conoscono eppure può essere considerato una figura centrale del patriottismo italiano. Con la breve intervista che segue a Gabriele Bini, vice presidente dell’Associazione culturale italo-còrsa “Pasquale Paoli”, cerchiamo di evidenziare alcuni tratti caratteristici dell’eroe còrso. Gabriele Bini ( nella foto qui di seguito ) studia alla facoltà di Storia moderna e contemporanea dell’Università di Pisa ed è un appassionato di storia d'Italia ed in particolare delle terre che ad essa sono legat

LORENZA TRIBBIOLI-LEACH, COL TELELAVORO ANCHE LA VALLE DELLE MERAVIGLIE PUÒ AVERE UN FUTURO

TENDA – In tutta Europa sono tanti i comuni montani che dagli anni sessanta del secolo scorso hanno registrato un considerevole calo del numero dei propri abitanti. Anche Tenda, che insieme al comune di Briga Marittima rientra nei confini francesi dal 1947, ha visto tante persone partire dalle sue contrade per motivi di lavoro. In questi ultimi tempi, però, si è notato un certo interesse per i villaggi che rischiano di diventare – sotto il profilo demografico – dei “paesi fantasma”. Anche a Tenda, grazie al cosiddetto “telelavoro”, si è registrato il ritorno di qualche famiglia che apprezza la qualità della vita che qui si può condurre. E’ il caso della signora Lorenza Tribbioli in Leach ( qui sotto in foto ) che mi ha rilasciato l’intervista che segue. Signora Lorenza, può parlarci di lei e del suo legame con Tenda? Sono nata a Torino nel 1968 e dopo il liceo mi sono trasferita per qualche anno a Parigi, dove ho conosciuto il mio futuro marito, un cittadino inglese. Da

ROBERT ROSSI, LA "FRANCESIZZAZIONE" DI TENDA È INIZIATA CON I BAMBINI DELLA SCUOLA

TENDA - « Mi chiamo Robert Rossi e sono nato nel 1944: mia madre è brigasca e conobbe mio padre che svolgeva il servizio militare ne lla GAF, cioè la guardia di frontiera proprio a Briga Marittima. Dopo l’8 settembre del 1943 mio padre fu catturato dai nazisti e portato in Germania, ma finita la guerra ritornò a Briga e si sposò con mia madre per venire a mancare nel 2009 ». Inizia con queste parole l’intervista concessami da Robert Rossi (vedi foto qui sotto), nato italiano nel 1944 e diventato francese nel 1947, quando il comune di Tenda fu ceduto alla Francia in seguito al Trattato di Parigi. Signor Robert Rossi, a Tenda che lingua si parlava fino al 1945? E qual era il dialetto più diffuso? Oggi qualcuno a Tenda e a Briga parla ancora in dialetto? Fino al 1947 i comuni di Briga Marittima e Tenda rientravano nei confini dell’Italia e quindi la lingua ufficiale era l’italiano. A Briga Marittima era molto diffuso il dialetto locale, cioè il «brigasco», mentre a Tenda si parla