Giulio Vignoli e gli italiani di Crimea: la memoria ritrovata di una comunità cancellata di Carlo Silvano Esistono pagine della storia italiana che per lungo tempo sono rimaste ai margini della ricerca e della memoria collettiva. Tra queste vi è certamente la vicenda degli italiani di Crimea, una piccola comunità nata sulle rive del Mar Nero e travolta dalle persecuzioni staliniane. Se oggi quella storia è conosciuta anche al di fuori degli ambienti specialistici, gran parte del merito spetta al professor Giulio Vignoli (1938 - 2026), recentemente scomparso, che dedicò anni di studio alla ricostruzione documentata di una delle più drammatiche vicende dell’emigrazione italiana. La presenza italiana in Crimea affonda le proprie radici nel Medioevo, quando le Repubbliche marinare, e in particolare Genova, fondarono una rete di scali commerciali lungo le coste del Mar Nero. Caffa, l’odierna Feodosija, Soldaia e Cembalo divennero importanti centri della presenza ligure, contrib...
Gesù non pregò mai con persone di altre religioni I Vangeli raccontano diversi incontri di Gesù con persone appartenenti a popoli e tradizioni religiose diverse da Israele: la samaritana (Gv 4,1-42), il centurione romano (Mt 8,5-13; Lc 7,1-10), la donna siro‑fenicia (Mt 15,21-28; Mc 7,24-30), alcuni greci che desiderano vederlo (Gv 12,20-26). In tutti questi episodi emerge la stessa attitudine: rispetto, misericordia, attenzione verso ogni persona, senza alcuna discriminazione. Un dato però è significativo: nei Vangeli non troviamo alcun episodio in cui Gesù partecipi a una preghiera comune con persone di altre religioni. Egli dialoga, ascolta, guarisce, invita alla conversione e conduce ogni interlocutore verso il Padre. Quando insegna a pregare, lo fa rivolgendosi ai suoi discepoli, consegnando loro il Padre nostro (Mt 6,9-13; Lc 11,2-4), modello della preghiera cristiana. Lo stesso stile si ritrova negli Apostoli. Pietro incontra il centurione Cornelio (At ...