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Carlo Silvano, basta divisioni tra cattolici

  Negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di cattolici “tradizionali” e “modernisti”, come se la Chiesa fosse divisa tra chi partecipa alla Messa in "vetus ordo" e chi al "novus ordo". Ma questa distinzione rischia di essere fuorviante.  Ciò che rende davvero cattolica una persona non è la forma liturgica che preferisce, bensì il credo che professa e i valori che vive. I cattolici condividono la stessa fede: la Santissima Trinità, la resurrezione di Gesù Cristo, la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Allo stesso modo condividono principi fondamentali come la dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale e il valore della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.  La liturgia è il cammino con cui ciascuno si avvicina a Dio. C’è chi trova maggiore raccoglimento nella forma più antica e chi nella forma rinnovata. Sensibilità diverse, ma la stessa fede.  Forse dovremmo ricordare più spesso che, prima di ogni etichetta, siamo semplicem...
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Tra Alpi e Lago Lemano: il Cantone del Vaud e i secolari legami con il Ducato di Savoia

   Tra Alpi e Lago Lemano: il Cantone del Vaud e i secolari legami con il Ducato di Savoia di Carlo Silvano Il Cantone del Vaud, situato nella Svizzera sud-occidentale lungo la riva settentrionale del Lago Lemano, rappresenta oggi una delle principali regioni della Svizzera francofona, la cosiddetta Romandie . Con una superficie di circa 3.212 km², il territorio si estende tra il massiccio del Giura, le pianure centrali e le Alpi, includendo paesaggi che vanno dai vigneti lacustri di Lavaux alle valli alpine del Pays-d’Enhaut. La capitale è Losanna, grande centro universitario e internazionale. Dal punto di vista demografico e culturale il Vaud è prevalentemente francofono: oltre l’80% della popolazione indica il francese come lingua principale, mentre inglese, portoghese, tedesco e italiano sono diffusi a causa dell’internazionalizzazione economica e delle migrazioni. Sul piano religioso, il cantone è stato storicamente uno dei principali centri del protestan...

Cristiani perseguitati: una sofferenza che interpella la coscienza del mondo

   Cristiani perseguitati: una sofferenza che interpella la coscienza del mondo di Carlo Silvano Nel corso della storia la comunità cristiana ha conosciuto numerosi periodi di persecuzione. Fin dalle origini del cristianesimo, i discepoli di Cristo hanno sperimentato l’ostilità di poteri politici, di ambienti culturali e talvolta anche di altre comunità religiose. Gesù stesso aveva avvertito i suoi seguaci di questa possibilità quando disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me» (Gv 15,18). La persecuzione non è quindi un fenomeno nuovo nella storia della Chiesa, ma in alcune epoche essa assume dimensioni particolarmente drammatiche. Nel nostro tempo, purtroppo, milioni di cristiani continuano a vivere in situazioni di grave difficoltà e di discriminazione a causa della loro fede. In diverse regioni del mondo le comunità cristiane subiscono restrizioni alla libertà religiosa, violenze, minacce e talvolta vere e proprie persecuzioni. In molti casi...

La Savoia tra Alpi e storia: un ponte naturale tra il mondo alpino e l’Italia

    La Savoia tra Alpi e storia: un ponte naturale tra il mondo alpino e l’Italia La Savoia è una regione storica delle Alpi occidentali situata tra il lago di Ginevra, il Rodano e i grandi massicci alpini. Oggi appartiene politicamente alla Francia ed è divisa nei dipartimenti della Savoia e dell’Alta Savoia, ma per molti secoli ha rappresentato uno spazio politico e culturale autonomo e profondamente connesso con il mondo italiano. Il suo territorio, prevalentemente montuoso, è parte integrante del sistema alpino e comprende vallate che da sempre costituiscono vie di comunicazione tra la pianura padana e l’Europa occidentale.  La storia della Savoia affonda le radici nell’antichità. Il territorio era abitato dal popolo celtico degli Allobrogi e fu conquistato dai Romani nel 121 avanti Cristo. Nei secoli successivi passò sotto il dominio dei Burgundi e poi dei Franchi, entrando nel Regno di Borgogna. Intorno all’anno mille emerse la dinastia che avrebbe segnato profondam...

Quando gli anziani sostengono il mondo con la preghiera

    Quando gli anziani sostengono il mondo con la preghiera Nel libro Il compito di Abramo , i ticinesi Claudio Mésoniat e Alberto Moccetti raccontano un tratto spirituale decisivo della vita del sacerdote vicentino don Didimo Mantiero: la convinzione che la storia della Chiesa e del mondo sia sostenuta soprattutto dalla preghiera nascosta di molti credenti semplici, in particolare degli anziani e degli ammalati. Nelle pagine iniziali dell’opera emerge un’intuizione pastorale che rimane sorprendentemente attuale: quando una comunità sembra povera di forze, Dio continua ad agire attraverso coloro che pregano. Don Didimo Mantiero nacque il 21 giugno 1912 a Novoledo, nel Vicentino, in una famiglia contadina profondamente cristiana. Entrò in seminario molto giovane e fu ordinato sacerdote nel 1937 dal vescovo Ferdinando Rodolfi. Pur segnato da una grave malattia nei primi anni di ministero, sviluppò un’intensa vita spirituale e un forte zelo pastorale che lo portarono a dedicarsi ...

Don Didimo Mantiero e le parrocchie di oggi

  Don Didimo Mantiero e le parrocchie di oggi Due ticinesi – Claudio Mesoniat e Alberto Moccetti – hanno pubblicato nel 1988 con Jaca Book il volume intitolato “ Il compito di Abramo ”, e come sottotitolo “ La dieci: storia di un’esperienza ecclesiale ”. Si tratta di un volume dedicato all’avventura umana e sacerdotale di un prete della diocesi di Vicenza: don Didimo Mantiero (1912 – 1991). Rileggere oggi l’esperienza di questo sacerdote significa lasciarsi provocare da una memoria che non è nostalgia, ma criterio di discernimento. Quando don Didimo arrivava in una comunità e annotava con realismo che gli uomini erano «quasi tutti comunisti e buoni bevitori», che i giovani erano pochi e che la miseria abitava molte case, non stava semplicemente fotografando un contesto ostile: stava riconoscendo il punto di partenza concreto della missione. Anche le tensioni tra sacerdoti, capaci di costringere i più generosi ad “emigrare” in altre comunità parrocchiali, mostravano quanto il Vangel...

“Se Nizza è francese, io sono tartaro”: Garibaldi e l’identità nizzarda oltre i confini

  “ Se Nizza è francese, io sono tartaro”: Garibaldi e l’identità nizzarda oltre i confini Una delle espressioni più taglienti attribuite a Giuseppe Garibaldi parla in modo eloquente del suo legame profondo con Nizza e della frustrazione provata per la cessione della sua città natale alla Francia: “La Corsica e Nizza sono francesi come io sono tartaro” , frase che egli scrisse nel maggio del 1881 in una lettera pubblicata sulla rivista romana La Riforma . Questo sarcasmo polemico si situa nel contesto delle tensioni politiche europee dell’epoca, ma riflette un sentimento ben più radicato: Garibaldi non accettava la legittimità della Francia su Nizza e la Corsica perché, per lui, la loro appartenenza culturale e storica non poteva essere determinata da trattati o plebisciti imposti. La citazione nasce da una riflessione più ampia sull’esito del Trattato di Torino del 1860 , con cui la Contea di Nizza e la Savoia furono cedute alla Francia in cambio dell’appoggi...