Don Didimo Mantiero e le parrocchie di oggi Due ticinesi – Claudio Mesoniat e Alberto Moccetti – hanno pubblicato nel 1988 con Jaca Book il volume intitolato “ Il compito di Abramo ”, e come sottotitolo “ La dieci: storia di un’esperienza ecclesiale ”. Si tratta di un volume dedicato all’avventura umana e sacerdotale di un prete della diocesi di Vicenza: don Didimo Mantiero (1912 – 1991). Rileggere oggi l’esperienza di questo sacerdote significa lasciarsi provocare da una memoria che non è nostalgia, ma criterio di discernimento. Quando don Didimo arrivava in una comunità e annotava con realismo che gli uomini erano «quasi tutti comunisti e buoni bevitori», che i giovani erano pochi e che la miseria abitava molte case, non stava semplicemente fotografando un contesto ostile: stava riconoscendo il punto di partenza concreto della missione. Anche le tensioni tra sacerdoti, capaci di costringere i più generosi ad “emigrare” in altre comunità parrocchiali, mostravano quanto il Vangel...
“ Se Nizza è francese, io sono tartaro”: Garibaldi e l’identità nizzarda oltre i confini Una delle espressioni più taglienti attribuite a Giuseppe Garibaldi parla in modo eloquente del suo legame profondo con Nizza e della frustrazione provata per la cessione della sua città natale alla Francia: “La Corsica e Nizza sono francesi come io sono tartaro” , frase che egli scrisse nel maggio del 1881 in una lettera pubblicata sulla rivista romana La Riforma . Questo sarcasmo polemico si situa nel contesto delle tensioni politiche europee dell’epoca, ma riflette un sentimento ben più radicato: Garibaldi non accettava la legittimità della Francia su Nizza e la Corsica perché, per lui, la loro appartenenza culturale e storica non poteva essere determinata da trattati o plebisciti imposti. La citazione nasce da una riflessione più ampia sull’esito del Trattato di Torino del 1860 , con cui la Contea di Nizza e la Savoia furono cedute alla Francia in cambio dell’appoggi...