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La Chiesa ha bisogno di pastori, non di funzionari

  La Chiesa ha bisogno di pastori, non di funzionari La Chiesa vive ogni tempo della sua storia nella certezza che Cristo continua a guidarla attraverso il ministero del Successore di Pietro e dei vescovi in comunione con lui. Per questo motivo, oggi più che mai, c'è bisogno di pastori che considerino il proprio ministero non come un'occasione di affermazione personale, ma come una vocazione al servizio del Popolo di Dio.  L'episcopato non è una carriera da costruire, né un riconoscimento da conquistare. È una chiamata a donare la propria vita per il Vangelo, mettendo al primo posto la salvezza delle anime, che rimane la suprema missione della Chiesa.  In questo contesto, ogni vescovo è chiamato a essere un leale collaboratore del Santo Padre. Papa Leone XIV porta sulle proprie spalle la responsabilità di confermare i fratelli nella fede e di guidare la Chiesa universale nel solco della missione affidata da Cristo agli Apostoli. Tale responsabilità richiede il sostegno co...
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Gesù e Maometto: due morti, due eredità, due concezioni della fede

Gesù e Maometto:   d ue morti, due eredità, due concezioni della fede Vi sono pagine della storia che aiutano a comprendere molto più di lunghi trattati teologici. Una di queste è certamente la morte di Gesù e il confronto con la morte di Maometto. Nel mio studio ho dedicato particolare attenzione agli avvenimenti che seguirono la scomparsa di Maometto nel 632. La sua morte aprì immediatamente il problema della successione, dando origine a profonde divisioni che avrebbero segnato l’'intera storia dell’islam. La separazione tra sunniti e sciiti, le lotte per il califfato e le guerre interne mostrano come la questione dell’autorità religiosa e politica fosse già presente fin dagli inizi. La morte di Gesù presenta uno scenario completamente diverso. I Vangeli non raccontano una contesa per il potere né una disputa su chi dovesse prendere il posto del Maestro. Il cuore dell’annuncio cristiano non è infatti la successione di Gesù, ma la sua risurrezione. Gli Apostoli non si consi...

Giulio Vignoli, lo storico degli italiani dimenticati

   Giulio Vignoli, lo storico degli italiani dimenticati 30 giugno 2026 - Con la scomparsa del professor Giulio Vignoli ( in foto qui sopra, presa da facebook ), venuto a mancare ieri, la cultura italiana perde uno studioso originale, rigoroso e controcorrente, che ha dedicato gran parte della propria vita a riportare alla luce pagine di storia rimaste per decenni ai margini del dibattito pubblico. Giurista di formazione e docente universitario, Giulio Vignoli seppe progressivamente orientare i propri interessi verso la ricerca storica, individuando nella vicenda delle minoranze italiane fuori dai confini della Repubblica uno dei filoni più fecondi del suo lavoro scientifico. Il tratto distintivo della sua opera fu un irredentismo autentico, lontano dagli slogan e radicato piuttosto nello studio dei documenti, delle testimonianze e delle vicende umane. Per Vignoli l’irredentismo non rappresentava una nostalgica rivendicazione territoriale, bensì il dovere morale di...

Pakistan, cristiano sgozzato per un bicchiere d’acqua: la ferita aperta dell’intolleranza religiosa

Pakistan, cristiano sgozzato per un bicchiere d’acqua: la ferita aperta dell’intolleranza religiosa Nel Punjab pakistano, un gesto quotidiano come bere un bicchiere d’acqua si è trasformato in una condanna a morte. Siddique Masih , cattolico di 40 anni e padre di quattro figli, è stato ucciso il 22 giugno mentre lavorava in una fornace di mattoni nel distretto di Kasur. Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori e da attivisti per i diritti umani, un collega musulmano avrebbe contestato il fatto che l’uomo utilizzasse lo stesso distributore d’acqua degli altri operai. Dopo una discussione, l’aggressore lo avrebbe colpito mortalmente con un coltello, sgozzandolo sul posto. La tragedia lascia una famiglia nella disperazione. Masih era l’unico sostegno economico della moglie e dei quattro figli, uno dei quali soffre di talassemia e necessita di frequenti trasfusioni di sangue. La sua morte riporta l’attenzione sulla condizione delle minoranze religiose in Pakistan, dove i...

Milano e la pastorale dei simboli: quando l’inclusione rischia di generare confusione

Milano e la pastorale dei simboli: quando l’inclusione rischia di generare confusione Nella Chiesa cattolica il dibattito è sempre esistito. È accaduto nei secoli passati e continua ad accadere oggi. Tuttavia, quando le scelte pastorali finiscono per generare smarrimento tra i fedeli, è doveroso interrogarsi non solo sulle intenzioni, ma anche sulla loro effettiva efficacia. Negli ultimi anni alcune iniziative promosse o sostenute nell’Arcidiocesi di Milano hanno suscitato perplessità in una parte significativa del mondo cattolico. Le discussioni hanno riguardato le modalità di celebrazione del Corpus Domini, i percorsi pastorali rivolti alle persone LGBT e alcuni episodi di dialogo con la comunità musulmana, compresa la concessione di spazi parrocchiali per momenti di preghiera islamica. È importante chiarire un punto: nessuna di queste scelte rappresenta, di per sé, una formale negazione della dottrina cattolica. Tuttavia, la questione centrale non è soltanto dottrinale. È pa...

L’identità cattolica: verità, carità e testimonianza nel mondo

   L’identità cattolica: verità, carità e testimonianza nel mondo di Carlo Silvano Essere cattolici non significa semplicemente appartenere a una tradizione religiosa o condividere alcune pratiche di culto. Essere cattolici significa incontrare Gesù Cristo, accogliere il suo Vangelo, vivere nella sua Chiesa e lasciarsi trasformare ogni giorno dalla grazia di Dio. L’identità cattolica è un dono ricevuto nel Battesimo e una missione da vivere nel mondo.  1. Uno stile di vita che nasce dal Vangelo Il cattolico autentico si riconosce anzitutto dal suo stile. Gesù non ha fondato una scuola filosofica, ma una comunità di discepoli chiamati a vivere secondo il suo esempio. Per questo il cristiano è chiamato a essere una persona semplice, umile e sincera: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). In una società spesso dominata dall’apparenza, dall’aggressività e dalla ricerca del successo a ogni costo, il cattolico testimonia il valore dell’umiltà...

Da Chambéry a Torino: la via sabauda che preparò la nascita dell’Italia

  Da Chambéry a Torino: la via sabauda che preparò la nascita dell’Italia Le città di Torino e Chambéry – l’antica Ciamberì della tradizione italiana – sono legate da una storia comune lunga tanti secoli. Non si tratta soltanto di rapporti geografici tra due città alpine poste ai lati delle montagne, ma di un legame politico, culturale e dinastico che ha avuto un ruolo decisivo nella formazione dell’identità sabauda e, indirettamente, nella nascita del Regno d’Italia.  Per secoli Ciamberì fu il cuore politico della Casa di Savoia. La città divenne capitale dei conti e poi dei duchi sabaudi tra il XIII e il XVI secolo, trasformandosi nel centro amministrativo e simbolico di uno Stato alpino destinato a espandersi su entrambe le versanti delle Alpi.  I duchi di Savoia svolsero un ruolo fondamentale nel consolidare i legami tra Ciamberì e Torino. La loro politica non considerava le Alpi come una barriera, ma come un asse di collegamento. Attraverso valichi, strade commercial...