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Giulio Vignoli e gli italiani di Crimea: la memoria ritrovata di una comunità cancellata

 

Giulio Vignoli e gli italiani di Crimea:

la memoria ritrovata di una comunità cancellata

di Carlo Silvano

Esistono pagine della storia italiana che per lungo tempo sono rimaste ai margini della ricerca e della memoria collettiva. Tra queste vi è certamente la vicenda degli italiani di Crimea, una piccola comunità nata sulle rive del Mar Nero e travolta dalle persecuzioni staliniane. Se oggi quella storia è conosciuta anche al di fuori degli ambienti specialistici, gran parte del merito spetta al professor Giulio Vignoli (1938 - 2026), recentemente scomparso, che dedicò anni di studio alla ricostruzione documentata di una delle più drammatiche vicende dell’emigrazione italiana.

La presenza italiana in Crimea affonda le proprie radici nel Medioevo, quando le Repubbliche marinare, e in particolare Genova, fondarono una rete di scali commerciali lungo le coste del Mar Nero. Caffa, l’odierna Feodosija, Soldaia e Cembalo divennero importanti centri della presenza ligure, contribuendo a fare della penisola uno dei principali crocevia tra Europa e Oriente. Quella stagione terminò con la conquista ottomana del XV secolo, ma lasciò tracce profonde nella storia della regione.

La comunità italiana moderna nacque invece nell’Ottocento, a partire dagli anni Trenta e Quaranta, quando numerosi pescatori, marinai, agricoltori e commercianti provenienti soprattutto dalla Puglia – in particolare da Bisceglie, Molfetta, Trani e Giovinazzo – si stabilirono a Kerč', attratti dalle opportunità economiche offerte dall’Impero russo. Nel giro di pochi decenni gli italiani diedero vita a una comunità dinamica, con scuole, associazioni, attività commerciali e una chiesa cattolica, integrandosi nella società locale senza perdere la propria identità linguistica e culturale. Alla fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento rappresentavano una componente significativa della popolazione di Kerč', dove continuarono a parlare italiano e dialetti pugliesi per diverse generazioni.

L’avvento del regime sovietico mutò radicalmente il loro destino. Le purghe staliniane degli anni Trenta colpirono numerosi membri della comunità, accusati di spionaggio o di simpatie per il fascismo. Il momento più tragico giunse però il 29 gennaio 1942, quando gli italiani di Crimea furono deportati in massa verso il Kazakistan insieme ad altre minoranze considerate politicamente sospette. Il viaggio avvenne in carri bestiame, in condizioni disumane, e molti deportati morirono durante il trasferimento o nei luoghi di confino a causa della fame, del freddo e delle malattie. Soltanto pochi superstiti poterono fare ritorno in Crimea dopo la morte di Stalin. Per decenni questa tragedia rimase pressoché sconosciuta sia in Italia sia all’estero.

Fu proprio su questa vicenda che Giulio Vignoli concentrò una parte importante della sua attività di storico. Giurista di formazione, docente universitario e studioso delle minoranze italiane d’Europa, Vignoli comprese come il caso degli italiani di Crimea rappresentasse uno degli esempi più evidenti di una memoria rimossa. Il suo interesse nacque dall’incontro con Giulia Giacchetti Boico, discendente degli italiani di Kerč' e instancabile custode della memoria della comunità. Da quella collaborazione scaturì un lavoro di ricerca fondato su testimonianze dirette, documenti d'archivio e fonti italiane, russe e ucraine.

Nel 2007 vide così la luce La tragedia sconosciuta degli Italiani di Crimea, pubblicata in italiano, russo e ucraino, un’opera pionieristica che diede voce ai sopravvissuti e documentò le deportazioni staliniane. L’anno successivo gli studi confluirono nella più ampia edizione intitolata L’olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli Italiani di Crimea, destinata a diventare il testo di riferimento sull’argomento. Successivamente Vignoli curò anche il volume Gli Italiani di Crimea. Nuovi documenti e testimonianze sulla deportazione e lo sterminio, arricchendo ulteriormente il patrimonio documentario disponibile agli studiosi.

Il contributo di Giulio Vignoli non consistette soltanto nella pubblicazione di libri. Attraverso conferenze, convegni e un’intensa attività divulgativa riuscì a far conoscere una vicenda quasi completamente ignorata dalla storiografia italiana. La sua ricerca contribuì inoltre a rafforzare il dialogo con la comunità italiana ancora presente a Kerč', raccolta dal 2008 nell’associazione C.E.R.K.I.O. (Comunità degli Emigrati in Regione di Crimea – Italiani di Origine), impegnata nella tutela della lingua, della cultura e della memoria dei deportati. Ancora oggi i discendenti di quegli emigrati rappresentano una piccola, ma significativa presenza nella penisola, pur avendo dovuto affrontare, negli ultimi anni, le ulteriori difficoltà determinate dalle tensioni geopolitiche che interessano la Crimea.

Come per altri suoi studi dedicati agli italiani dell’Adriatico orientale, del Nizzardo, della Corsica, di Malta o del Canton Ticino, anche nel caso della Crimea il prof. Giulio Vignoli affrontò la ricerca con quello che può essere definito un genuino irredentismo culturale. Il suo non era un progetto di rivendicazione politica, ma la convinzione che nessuna comunità italiana dovesse essere cancellata dalla memoria soltanto perché la sua storia risultava scomoda o dimenticata. In questo senso la sua opera si inserisce in una più ampia riflessione sul valore della memoria storica e sulla responsabilità dello studioso nel recuperare vicende trascurate.

L’eredità lasciata da Giulio Vignoli è dunque duplice. Da una parte restano opere che hanno aperto nuovi percorsi di ricerca sulle minoranze italiane d’Europa; dall’altra rimane il merito, difficilmente contestabile, di aver restituito dignità storica agli italiani di Crimea, sottraendoli all’oblio. Oggi, mentre quella piccola comunità continua a custodire la propria identità in un territorio nuovamente segnato dalla guerra e dalle tensioni internazionali, i libri di Vignoli rappresentano non soltanto strumenti di ricerca, ma anche un invito a ricordare che la storia nazionale è fatta anche delle vicende di coloro che vissero lontano dall’Italia senza mai cessare di sentirsi italiani.

Bibliografia essenziale

Opere di Giulio Vignoli

  • Giulia Giacchetti Boico – Giulio Vignoli, La tragedia sconosciuta degli Italiani di Crimea, Kerč', 2007 (edizione trilingue in italiano, russo e ucraino).

  • Giulia Giacchetti Boico – Giulio Vignoli, L’olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli Italiani di Crimea, Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2008. È l’opera che per la prima volta ricostruisce organicamente, attraverso testimonianze e documenti, la deportazione della comunità italiana di Kerč'.

  • Giulio Vignoli (a cura di), Gli Italiani di Crimea. Nuovi documenti e testimonianze sulla deportazione e lo sterminio, Edizioni Settimo Sigillo, Roma, 2012. Il volume amplia il precedente lavoro con nuovi documenti d’archivio, testimonianze e apparati critici.

  • Giulio Vignoli, Gli Italiani dimenticati. Minoranze italiane in Europa, Giuffrè, Milano, 2000. L'opera nella quale la vicenda degli italiani di Crimea si inserisce nel più ampio quadro delle minoranze storiche italiane del continente europeo.

Studi accademici sulla comunità italiana di Kerč'

  • Heloisa Rojas Gomez, Re-conceiving Territory in Eastern Crimea: The Impact of the Italian Community on Kerch’s Urban and Rural Transformation, in «Modern Italy», vol. 26, n. 2, Cambridge University Press, 2021. Studio fondamentale sull’apporto economico, urbanistico e sociale degli immigrati italiani nella Crimea orientale tra XIX e XX secolo.

  • Heloisa Rojas Gomez, Gli italiani di Crimea. Dall’emigrazione al Gulag, LEG Edizioni, Gorizia, 2021. La più completa monografia storica recente sulla comunità italiana di Kerč', basata su fonti archivistiche italiane, russe e ucraine.

  • Heloisa Rojas Gomez, Migrazioni italiane in Crimea e Nuova Russia: tracce, fonti, contesti, in Aldo Ferrari – Elena Pupulin (a cura di), La Crimea tra Russia, Italia e Impero ottomano, Edizioni Ca’ Foscari, Venezia, 2017. Offre un importante inquadramento storico delle migrazioni italiane nel Mar Nero.

  • S. V. Vasilyev, S. Zini, Nikita V. Khokhlov, The Impact of Small Migrant Flows. An Historical Example, «International Journal of Anthropology», 2020. Studio antropologico e demografico sulla diaspora italiana di Kerč' e sulla sua evoluzione nel tempo.

  • S. Zini, N. Kh. Spitsyna, N. V. Khokhlov, Biodemographical Aspects of Adaptation of the Italian Diaspora in Kerch, «Herald of Anthropology», 2020. Analisi bio-demografica della comunità italiana condotta dall’Istituto di Etnologia e Antropologia dell’Accademia Russa delle Scienze.

  • Vladimir F. Šišmarëv, La lingua dei pugliesi di Crimea (1930-1940), edizione italiana a cura di P. G. B. Mancarella, Congedo, Galatina, 1978. Il classico studio linguistico sulla parlata degli italiani di Kerč', ancora oggi una fonte imprescindibile per comprendere la conservazione dell’identità linguistica della comunità.

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    Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla piattaforma della libreria Feltrinelli:  Libri di Carlo Silvano su Feltrinelli 


     

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