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Michele Cascone, Bisogna avere fiducia nei giovani

(Michele Cascone)

VILLORBA (TREVISO) – I nostri politici devono prestare maggiore attenzione al mondo dei giovani: diritto allo studio e possibilità di poter lavorare nelle proprie comunità di origine senza esser costretti a recarsi all’estero, rappresentano delle priorità che ogni persona impegnata a promuovere il bene comune deve aver sempre presente nella propria agenda, perché una comunità che “perde” i giovani costretti ad emigrare è destinata ad invecchiare e a scomparire. 
L’intervista che segue mi è stata rilasciata da Michele Cascone (classe 1999) che da anni vive a Villorba (Treviso) e dopo aver conseguito il diploma all’Istituto “Max Planck” è entrato subito nel mondo del lavoro.

Michele, per tanti anni hai vissuto a Villorba: cosa apprezzi, in particolare, di questo comune? 
La quiete. È una città molto silenziosa dove, chi ama la tranquillità e adora farsi una passeggiata, può farlo senza paura di trovare caos o confusione per le strade. Chiaramente questo è rivolto alla zona dove abito io, cioè Villorba capoluogo, quindi tutta la zona che nel raggio di pochi chilometri circonda la chiesa parrocchiale. 

Cosa, invece, secondo te bisognerebbe migliorare a Villorba per avere una maggiore qualità della vita?
Come città l'ho sempre trovata un po’ vuota, che è chiaramente l'altro lato della medaglia del vivere in una città silenziosa. Per me è scarna di luoghi e attività ricreative, che ad eccezion fatta per quelle offerte dalla parrocchia, si contano sulle dita di una mano. Vorrei ci fossero più ambienti all'aperto piuttosto che al chiuso, che i giovani possano prendere come punto di riferimento, in modo da non spostarsi appositamente in città limitrofe. 

Secondo te, a Villorba quali sono gli spazi che i giovani hanno a disposizione per conoscersi e socializzare?
Sicuramente a livello sportivo le attività da fare non mancano: karate, pallavolo, calcio e altro ancora sono tutti sport che per chi è interessato sono facilmente raggiungibili da Villorba. Poi ci sono tutte le attività legate alla parrocchia che permettono di socializzare e fare amicizia con molta facilità. Catechismo, scout piuttosto che i vari Pigiama Party organizzati durante l'anno per i più piccoli oppure la Festa d'Autunno, la Sagra che è aperta a quanti sono interessati a fare un’esperienza di volontariato: insomma, credo che intorno alla parrocchia di Villorba esistano veramente tante attività che si svolgere in compagnia, per divertirsi, ma anche per dare una mano col volontariato. Come luoghi di ritrovo autonomi, per così chiamarli, credo che il parco in via del Dominicale sia uno dei pochi posti dove ritrovarsi e passare il tempo in compagnia. Probabilmente sarò di parte, ma come lo è stato per me e lo è adesso per i più giovani, è il luogo perfetto dove darsi appuntamento oppure per fare nuove amicizie. 

A tuo avviso le comunità parrocchiali di Villorba sono ancora un valido punto di riferimento per la crescita umana e spirituale dei ragazzi e dei giovani?
Assolutamente sì, catechismo, grest, lupetti e scout, come addirittura fare il chierichetto o l'ancella, sono tutti luoghi piuttosto che gruppi dove, in modo diverso, ma seguendo le medesime linee guida, si può passare il tempo investendo nella propria persona e nelle relazioni con gli altri, il tutto accompagnato con la preghiera, che è sempre presente nelle attività sopra citate, seppur in maniera diversa. 

Dopo gli studi al “Max Planck” sei subito entrato nel mondo del lavoro e attualmente sei dipendente in una ditta di trasporti a Giavera del Montello. Tanti tuoi coetanei, però, preferiscono recarsi all’estero per lavorare… 
Credo che le persone che cercano lavoro all'estero siano molto ambiziose, talmente ambiziose da non accontentarsi delle opportunità che magari gli può offrire il proprio territorio, oppure proprio per la mancanza di offerta sono costrette, come "ultima spiaggia", a tentare la fortuna all'estero.  Queste stesse persone, però, per ambizione o perché costrette da una necessità, devono anche fare i conti con tutto quello che lasciano qui nel nostro paese, a partire dagli affetti, dalle usanze, da un po’ tutto quello che devi lasciarti alle spalle se vuoi intraprendere un salto del genere. Ho quindi molta stima e rispetto per queste persone, perché ci vuole molto coraggio per intraprendere una scelta del genere. 

Il 20 e il 21 settembre si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale. Stai seguendo la campagna elettorale?
Non molto, ma mi sono ripromesso quanto prima di informarmi sul tema, in modo da capire che decisione prendere a livello di voto 

Secondo te, perché i giovani non sono affascinati dalla politica?
È troppo comune lo stereotipo che la politica di oggi sia corrotta, nullafacente e che non faccia gli interessi dei cittadini. Quindi, a meno che tu non approfondisca l'argomento, ti è più facile credere a quello che si sente in giro, aggregandoti ai classici cliché che si sentono sulla politica. Un ambiente del genere, che almeno alle mie generazioni così è stato "descritto" nel tempo, di certo non ti invoglia a scoprirne di più. 

Il prossimo Consiglio regionale quali politiche dovrebbe avviare, secondo te, per i giovani del Veneto?
Io credo che bisognerebbe lavorare sulle mancanze dei giovani. Non solo nel Veneto, ma in generale, bisognerebbe avviare più iniziative, per sensibilizzare i ragazzi su certi argomenti, piuttosto che dei circoli dove si possa parlare apertamente di qualcosa in particolare. Volendo tornare sugli stereotipi, i giovani che vivono ai giorni nostri li dividerei in due categorie: quelli che si sentono invincibili e vogliono spaccare il mondo e quelli che, guardando gli altri, sono intimiditi e hanno paura a cercare un posto nel mondo. Ai primi bisognerebbe far capire che sono giovani e hanno tanto da imparare, e che ascoltare le parole degli altri non è per forza un male. Bisognerebbe un po’ guidarli insomma, in modo da incanalare questa loro grinta nella giusta direzione. Ai secondi, più timidi, che si sentono un po’ disadattati e diversi dagli altri, bisognerebbe far capire che non c'è fretta, hanno una vita davanti per capire quale direzione prendere, e per lo stesso motivo non devono avere paura di sbagliare ed essere se stessi, se non sono d'accordo con qualcosa non c'è motivo di omologarsi, essere se stessi e dimostrare quelli che si è davvero alla fine della fiera paga sempre. 

(a cura di Carlo Silvano)

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Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di diversi volumi. Per informazioni cliccare su: Libri di Carlo Silvano 



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